Per prima cosa, scegli tra...

Scrivere e comprendersi

Sto preparando per l'Ateneo di Bologna, con il sostegno del RIUM (Ufficio dirigenziale sviluppo risorse umane), un corso on line di scrittura efficace per l'amministrazione. Per "promozione", e per mostrare con quale "stile" sto lavorando, inserisco qui di seguito una pagina del sito (ancora in costruzione!).

Sii preciso e diretto

Sii sempre più o meno specifico.
Umberto Eco

Giuri di esserti chiarito le idee e di avere organizzato gli argomenti di cui vuoi scrivere? Prometti che cercherai di essere più semplice che puoi? Sì? Bene. Allora fai anche un’altra promessa (a te stesso, naturalmente): prometti di essere più preciso e diretto che puoi.
Vedremo meglio che cosa questo significhi nelle pagine dedicate alla lingua. Ma “essere precisi e diretti” vale anche come proposito generale per una scrittura leggibile dal maggior numero di persone, e nel minore tempo possibile.

In generale, ci sono due motivi per i quali capita di non essere né precisi né diretti (di solito occultando il senso di ciò che si vuole dire dietro fiumi di parole inutili):
- Il primo motivo è che vuoi prendere tempo, o sei abituato a farlo. Hai mai scritto cose come “mi occupo di tutto quello che è l’organizzazione del settore…” Se l’hai fatto, corri a cancellare. “Di tutto quello che è”, in questo caso, è un’espressione inutile, che si usa, quando si parla, solo per avere tempo di riflettere e di trovare le parole giuste da dire dopo. Ma se stai scrivendo certamente non hai questa necessità!
- Il secondo motivo è che vuoi attenuare l’effetto di ciò che stai scrivendo. In tal caso potresti avere ragione. Però non dimenticare che è meglio capire bene una cosa detta male, piuttosto che capire male una cosa detta bene (“se non si può raggiungere l’obiettivo più pieno di scrivere testi chiari, efficaci ed eleganti, scegliere di essere chiari ed efficaci piuttosto che eleganti”: così raccomandano Cortellazzo e Pellegrino (2003)).

Una precisazione. Essere diretti non significa essere avari! Ricevere una notizia in stile troppo “telegrafico” non piace a nessuno. Perciò ricorda che precisione e concisione non devono arrivare alla secchezza di una lista della spesa! La precisione riguarda più il modo di disporre le informazioni che “la quantità di parole” impiegata per dare tali informazioni.


[Un esempio di approfondimento]

Dicevamo… la precisione riguarda più il modo di disporre le informazioni che “la quantità di parole” impiegata per darle.

Facciamo un esempio. Se comprate dei biglietti aerei on line, è probabile che riceviate al vostro indirizzo di posta elettronica esattamente il messaggio che segue:

Fatti o eventi non dipendenti da XXXXX, fra cui quelli dovuti a puro titolo
esemplificativo, ma non limitativo, a cause di forze maggiori: atti di autorità
pubbliche nell'esercizio del proprio mandato, rivolte, scioperi o altre dispute
sindacali, piraterie, insurrezioni o disfunzioni delle reti di trasporto aereo o
terrestre causate da fenomeni atmosferici o calamità naturali potrebbero
influire sui tempi di consegna.
In tali situazioni, se detti termini non
potranno essere mantenuti,XXXXXX non potrà essere considerata inadempiente e
quindi legalmente perseguibile.


La quantità di parole, di per sé, non è certo eccessiva… Ma il messaggio non è né preciso né diretto!
Perché?
Innanzitutto. Contate quante parole spezzano l’(unica) informazione: “Fatti non dipendenti da XXXXX potrebbero influire sui tempi di consegna”.
Sono addirittura 48!!! Spezzare l’informazione principale con 48 parole di certo non aiuta a essere diretti.

E poi. È preciso un messaggio che impiega quaranta parole per dare un complesso di informazioni “a puro titolo esemplificativo, ma non limitativo”? Ovviamente no!

Ci sarebbero altre osservazioni da fare sull’inefficacia di questo messaggio. Ci torneremo in seguito, parlando di fatti più precisamente linguistici.
Per ora limitiamoci a osservare che sembra scritto apposta per rendere invisibile l’informazione principale…

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